Giovedì 14 gennaio si è svolto il primo incontro dell’ “assemblea permanente sulla riforma gelmini” che ha visto la partecipazione di una buona componente studentesca di varie facoltà e una rappresentanza dei lavoratori di roma3. L’assemblea ha puntato l’attenzione sugli effetti della riforma Gelmini e sulla situazione interna all’ateneo, con particolare attenzione alla situazione dei lavoratori esternalizzati all’interno dell’Ateneo. Infatti già si possono cominciare a vedere gli effetti della legge 133 (poi 180) aggravati dalla nuova riforma e da una scellerata gestione dei servizi; i lavoratori che provvedono ogni giorno a tenere aperte, pulite e funzionanti le nostre facoltà stanno vedendo proprio in queste settimane un ridimensionamento dei loro contratti lavorativi, a discapito del numero di posti e del “monte ore”. In sostanza tra qualche mese si corre il rischio di avere una notevole riduzione del personale, già non sufficiente, con un conseguente peggioramento della qualità dei servizi offerti a noi studenti.
Per questo tutti e tutte crediamo che proprio noi, studenti e studentesse, che paghiamo sempre di più e vediamo ridurre i servizi, dovremmo essere i primi a mobilitarci per garantire il posto di lavoro alle persone che provvedono tutti i giorni a garantire il nostro diritto allo studio.
A fronte di tutto questo l’assemblea permanente sulla riforma gelmini ha deciso di indire giovedì 21 gennaio alle 11.30 un presidio sotto al rettorato insieme ai lavoratori, per gridare tutti e tutte insieme che ci siamo stufati di veder diminuire i servizi e pagare di più, che ci siamo stufati di vedere le più alte cariche istituzionali dell’ateneo usare come carta igenica i diritti degli studenti e dei lavoratori, che non abbiamo intenzione di cedere neanche un metro in direzione di un’università privata e che, come abbiamo gridato per tutto l’anno scorso, NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!



















