Il 12 e 13 maggio scegli ReCALL

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RecallRECALL (Rete dei collettivi assemblee e laboratori in lotta) nasce dalle
esperienze che studenti e studentesse quotidianamente vivono nelle proprie
facoltà e dalle lotte e pratiche politiche che dalle analisi di queste
scaturiscono.

A differenza delle altre liste universitarie, spesso emanazioni di partiti
e organizzazioni politiche nazionali, per noi la rappresentanza si traduce
in uno strumento, non in un trampolino di lancio per carriere già avviate
nei partiti: per distribuire quindi il più possibile le responsabilità
applichiamo la rotazione delle cariche, alternando gli studenti e le
studentesse nel ruolo di rappresentanti. La lista rappresenta uno dei
tanti
modi dunque, peraltro spesso limitato, di dare risonanza politica ai
percorsi di lotta che quotidianamente portiamo avanti nell’Università.

Il “Recall election” statunitense, che permette di revocare un
rappresentante dalla sua carica per iniziativa popolare, è un perfetto
esempio della democrazia diretta che vorremmo costruire insieme a tutti e
tutte.

Recall oppone la partecipazione alla delega politica.
E’ la collettività che diventa più forte delle istituzioni.

UNIVERSITA’ E RIFORME
Sono ormai vent’anni che si susseguono continui attacchi, mascherati da
RIFORME, volte a distruggere il sistema universitario pubblico. I governi
che si sono succeduti alla guida del paese hanno cambiato colore, ma il
disegno di smantellamento dell’università pubblica è rimasto identico a
come era stato previsto fin dagli anni ‘90!

L’ultimo attacco - stavolta devastante - arriva dalla riforma Gelmini che,
in nome di una falsa idea di merito, regala una volta per tutte
l’università ai privati e lancia la nuova era dell’università-azienda.
Il Senato Accademico viene svilito delle sue funzioni e completamente
assoggettato al Consiglio di Amministrazione, come in ogni buona azienda
che si rispetti. Il nuovo Consiglio di Amministrazione, invece, composto
almeno per il quaranta per cento da privati esterni all’università, da
adesso potrà decidere come utilizzare i pochi fondi dei finanziamenti
pubblici e delle tasse degli studenti, giudicando tutto secondo quello che
è il suo unico obiettivo: far quadrare i conti nelle casse dell’ateneo!

A questo si aggiungano gli effetti della crisi economica, a cui il governo
ha deciso di porre argine risparmiando sull’università e, di conseguenza,
sulla qualità dell’istruzione. La logica secondo cui i governi gestiscono
i
servizi è purtroppo sempre quella del profitto, per cui se il settore
istruzione non è abbastanza produttivo, si tagliano i fondi di
finanziamento.
Una prima soluzione a questo collasso dell’istruzione pubblica sarebbe
quindi molto semplice: tornare a investire sull’università!

Siamo convinti che l’istruzione non possa essere valutata sulla base della
sua produttività economica, ma semmai sulla prospettiva della crescita
culturale che gli studenti e le studentesse riescono a ricavarne!

A un’idea di università privata, dequalificata, di classe, formatrice di
mano d’opera precaria a basso costo, opponiamo da subito la nostra idea di
università: pubblica, con ingenti finanziamenti statali, accessibile a
tutti, di massa ma anche di qualità, luogo di alta formazione e di
emancipazione sociale. Un’università democratica, non guidata da logiche
aziendali, nella quale anche gli studenti, i dottorandi e i ricercatori
possano avere un ruolo di primo piano nei processi decisionali.
Un’università sociale, aperta cioè alla società e non al mercato, luogo di
incontro tra soggetti sociali e non di interessi privati.

SPAZI E AUTORGANIZZAZIONE

L’università è un’istituzione in crisi, sia dal punto di vista economico
sia da quello culturale. Da luogo di scambio, di discussione, di ricerca,
di produzione culturale e aggregazione sociale, si è tramutato col tempo
in
un mercato di crediti – dove la merce è appunto un certo sapere
nozionistico il cui valore è calcolato in cfu.
Il nostro ateneo è pensato già nella sua conformazione in modo da rendere
difficile – se non impossibile – l’aggregazione e lo scambio di saperi tra
studenti e studentesse: le facoltà sono geograficamente distanti l’una
dall’altra, non esistono spazi autogestiti da chi realmente vive le
facoltà, l’organizzazione di dibattiti e iniziative è subordinata alla
disponibilità delle aule e a una burocrazia lentissima.
Da anni in tutte le facoltà gli studenti e le studentesse si
autorganizzano tramite le assemblee, i collettivi, i laboratori: strumenti
attraverso i quali incontrarsi, discutere ed elaborare un sapere che non è
quantificabile in crediti. Spazi aperti, orizzontali e permanenti che
danno
continuità ai percorsi di autorganizzazione e ribadiscono che all’interno
dell’università (ma non solo) non c’è spazio per nessuna forma di
fascismo,
razzismo e sessismo.
In un’università che ci impone ritmi di vita sempre più serrati, vogliamo
che ci venga garantita la possibilità di riappropriarci di uno spazio e un
tempo all’interno del quale condividere i nostri bisogni di studenti e
studentesse, confrontarci e costruire l’università che ci spetta. Un luogo
di confronto che possa intervenire in maniera determinante su questioni
come l’aumento delle tasse, la gestione degli spazi e le rappresentanze
studentesche. Ma anche un luogo di espressione dei nostri interessi
comuni,
di dibattito su temi di attualità che ci interessa approfondire: crisi
economica, questione palestinese, migranti e riforma universitaria non ci
sembrano argomenti poco rilevanti solo perché non barattabili con i
crediti
formativi!

ROMA3 E TERRITORIO:

Nel 1992 nasce nel quartiere S.Paolo/Ostiense/Marconi il terzo polo
universitario sul modello di Università diffusa: Roma3.
In quest’ottica l’università come luogo di libero scambio di saperi e di
esperienze, rappresenta o meglio dovrebbe rappresentare, una grande
risorsa
per il territorio nel quale si inserisce.
RomaTre - proprio perchè diffusa- dovrebbe  innescare processi di
sperimentazione, crescita e partecipazione.
Al contrario la nostra università ha avuto un impatto nella zona solo dal
punto di vista commerciale con un aumento di bar, tavole calde, pizzerie,
cartolerie e foto copisterie senza proporre un reale miglioramento
urbanistico dal punto di vista dei servizi come trasporti, alloggi,
viabilità e spazi verdi.
Quindi aumenta il costo della vita, aumenta la densità della popolazione e
rimangono però invariati i servizi e le infrastrutture, peggiorando le
condizioni di vivibilità di vecchi e nuovi/e abitanti dei quartieri.
Proponiamo un cambiamento del concetto attuale di università!
E’ necessario  che l’università rappresenti il miglior equilibrio tra  il
polo della formazione e il quartiere nel quale si inserisce e, di
conseguenza,  sia un luogo fruibile e attraversabile da tutti/e e che
contribuisca ad un vero arricchimento di questa società .
Vogliamo che l’ università  sia  una risorsa di crescita umana e urbana
che offra strutture aperte alle necessità comuni, colmando,integrando e
implementando i servizi collettivi e arricchendo le dinamiche di
produzione
di saperi e di consapevolezza .

LO STUDIO E’ UN NOSTRO DIRITTO!

La Costituzione dice, all’art. 3, che “È compito della Repubblica
rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di
fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana”, specificando per il diritto allo studio,
all’art 34, che “La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di
studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze”.
Nell’ultimo ddl Gelmini si prevede che il diritto allo Studio sia erogato
da una società per azioni: la CONSAP Spa. A quanto pare i nostri diritti
valgono meno dei loro profitti.

Da troppo tempo lo studio viene usato come merce di scambio per
amministratori aziendalisti, che non perdono occasione per svenderlo, a
tutto vantaggio di manovre speculative che poco hanno a che fare con una
università pubblica, partecipata e aperta a tutt@.

VOGLIAMO CASE! Gli alloggi a Roma3 sono quasi del tutto assenti: ad oggi i
posti nelle case dello studente sono 105 dislocate nella città.
Gli studenti e le studentesse si ritrovano così per l’ennesima volta
vittime degli speculatori, costretti/e a pagare cifre esorbitanti per un
posto letto. Questo si inserisce nell’enorme problema abitativo cittadino,
alimentando il fenomeno degli affitti “in nero”, e aggravando la
condizione
di precarietà studentesca che costringe a lavorare invece che a studiare.

VOGLIAMO MENSE! Le mense sono insufficienti, salvo qualche “convenzione”
con i privati che le gestiscono secondo le logiche del loro profitto. Non
basta un’unica mensa, quella di ingegneria, per un ateneo che raccoglie
40.000 studenti e che si distribuisce su un territorio così vasto.

VOGLIAMO BORSE DI STUDIO! Queste sono limitate e non vengono
erogate.Quando i pochi fondi finiscono, anche chi ne avrebbe diritto viene
definito “idoneo non vincitore” e quindi esclus@, inducendo così a dover
rinunciare agli studi.

VOGLIAMO LIBRI GRATUITI! Non c’è nessun contributo per l’acquisto dei
testi universitari, che costano sempre di più e che molto spesso sono
scritti da professori che potrebbero invece socializzare gli insegnamenti
gratuitamente, attraverso supporti informatici.

VOGLIAMO TRASPORTI GRATUITI! Roma3 si espande su un territorio vasto che
copre 4 quartieri, ma un collegamento agevole non c’è! Lo studente è
quindi
costretto a fare l’abbonamento, ennesimo costo della sua vita
universitaria! Per i fuori sede o i pendolari la situazione è ancora
peggiore: non ci sono infatti agevolazioni e devono pagare l’abbonamento
intero!

Nessuna equiparazione fra i fascisti e chi li contrasta!

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CasaPound e Blocco Studentesco sono bande fasciste protette dal potere politico!
L’antifascismo non si arresta!

La mattina di martedì 4 maggio si svolgerà l’udienza del Tribunale del Riesame di Roma sui ricorsi contro le misure cautelari imposte a 4 giovani antifascisti, incredibilmente equiparati agli aggressori delle bande fasciste di CasaPound e Blocco Studentesco all’opera nei recenti raid all’Università di Tor Vergata e davanti alla Facoltà di Lettere e Filosofia di RomaTre a Valco San Paolo.
Nessuna equiparazione è possibile tra chi attacca la libertà e chi la difende: rifiutiamo le mistificazioni che ripropongono la tesi degli “opposti estremisti” e che hanno portato persino alla gogna per chi ha contestato la presenza sul palco del 25 aprile a Roma d’una delle figure protettrici di questi fascisti, la neoeletta presidente della Regione Lazio Renata Polverini, appena qualche ora dopo l’ennesima apologia del Ventennio con i ritratti di Benito Mussolini affissi sui muri della capitale.
Tutte le antifasciste e tutti gli antifascisti della città sono chiamati a manifestare il loro sostegno e la loro solidarietà a questi giovani e studenti, tutta la Roma libera è chiamata a difendere la libertà di resistere.
Facciamo appello a che sia numeroso e partecipato il presidio solidale convocato dalle 9.30 di martedì 4 maggio in via del Golametto - Piazzale Clodio davanti all’ingresso del Tribunale di Roma.
Media indipendenti e non sono invitati per la conferenza stampa che il presidio svolgerà al fine di diffondere la documentazione sulla ormai insopportabile serie di aggressioni perpetrate dalle bande neofasciste più care al potere politico, che le protegge e le promuove.

Acrobax - All Reds - Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa - Rete de* Indipendenti - Assemblea Permanente Studenti Roma Tre - Studenti Antifascisti Tor Vergata - Blocchi Precari Metropolitani – Bpm - Horus project - Astra 19 -  Rappresentanze Sindacali di Base – Rdb - Unione Sindacale Italiana - Usi-Ait - Coordinamento dei Collettivi della Sapienza - Strike - Esc - Rete dell’ Autoformazione - Action - Corto Circuito - Strada - Militant - Senza Tregua - San Papier - Spartaco - Macchia Rossa - RAM- Forte Prenestino - Assemblea di Fisica La Sapienza - Resistenze Universitarie La Sapienza - Collettivo Ingegneria La Sapienza - La Talpa - L38 Squat - Csa LaTorre

25 APRILE SEMPRE! - spezzone studentesco al corteo da Porta S.Paolo

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APPELLODEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE DEI TRE ATENEI ROMANI CONTRO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI BLOCCO STUDENTESCO DEL 7 MAGGIO E CONTRO LA CANDIDATURA DI LISTE NEOFASCISTE NEGLI ORGANI ACCADEMICI ALLE PROSSIME ELEZIONI UNIVERSITARIE
PER LA CREAZIONE DI UNO SPEZZONE UNITARIO AL CORTEO DEL 25 APRILE
Appello alla città
BLOCCHIAMO IL BLOCCO!

Esiste un progetto politico e culturale in atto in questo paese che mira a costruire una società fatta di autorità, controllo e repressione. Le centinaia di migranti reclusi nei CIE, i tagli al mondo della formazione, la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni, il saccheggio dei territori, l’accentramento dei poteri, la precarizzazione diffusa e i crescenti attacchi al mondo del lavoro, ne sono un minimo ma vivido esempio.
Il governo per compiere questo progetto utilizza le sue strutture giovanili, che perseguono i loro obiettivi politici tramite violenza, odio e intolleranza.

L’organizzazione giovanile filogovernativa Blocco Studentesco parla di una presunta “giovinezza al potere”. Le ultime bravate di questo “movimento” parlano chiaro, e la memoria va dritta a Piazza Navona, Ottobre 2008, mentre l’Onda degli studenti riempiva le strade portando in piazza una forza di rinnovamento che, con la sua determinazione e la sua gioia, scuoteva le acque torbide di un Paese in mano alle Destre e alle forze xenofobe e reazionarie. In quella circostanza, il Blocco e Casa Pound tentarono una sottile operazione di destabilizzazione che andava ben oltre la semplice violenza sui manifestanti e che corrispondeva a un disegno ben preciso: creare un problema di ordine pubblico per impedire alla forza dell’Onda di esprimere tutta la sua potenza vitale. Che la contestazione alla 133 del Blocco e di Casa Pound fosse una “facciata” per nascondere il fatto che agissero in funzione degli interessi del Governo fu chiaro a tutti.

Una contiguità, quella tra “i fascisti del terzo millennio” e l’asse PdL-Lega che si presenta costante nel tempo, come dimostrano la candidatura di Padovan a Verbania nelle liste del PdL e l’appoggio politico ed elettorale a Buscemi, Malcotti, Palozzi (tutti PdL), a Formigoni e alla Polverini per le Regionali.

Un movimento, dunque, che in strada reclama mutuo sociale, diritto alla casa, al lavoro, allo Stato Sociale e grida “giovinezza al potere” ma, di fatto, appoggia un governo che tra le sue fila vanta gente del calibro di Gelmini e Tremonti, responsabili della “macelleria sociale” perpetuata attraverso gli ingenti tagli pubblici che hanno investito scuola, università, sanità e previdenza, e ultra-liberisti come Brunetta, il quale con la retorica dei bamboccioni, ci consegna un’Italia di precari e giovani senza futuro, necessitati a non poter uscire fuori dalle pastoie del familismo.

Il passaggio elettorale di Roma Tre e di Tor Vergata è per Blocco Studentesco il momento di legittimazione a livello universitario: il tentativo, nel nome del “ribellismo” di insediarsi nell’ennesimo organo di potere e da lì sedare ogni forma vera, partecipata e antagonista di movimento degli studenti nel nome del progetto politico e culturale dettatogli da Berlusconi.
Per questo chiediamo alle istituzioni accademiche di non accettare liste apertamente neofasciste, cosi come la Costituzione impone.

Lontani dalle posizioni eversive dell’estrema destra extraparlamentare degli scorsi decenni, i “fascisti del terzo millennio” sembrano più il “braccio violento” dell’attuale governo mentre ciò che hanno ereditato pienamente dai loro “fratelli maggiori” è la violenza e l’atteggiamento squadristico con il quale agiscono quotidianamente: dall’aggressione ad un giovane studente, tra i promotori nel 2007 di una grande mobilitazione degli studenti medi contro la parata militarista del Blocco, in piazza per una manifestazione in memoria delle Foibe, a quella del 2 Febbraio 2009, nel Liceo Mamiani, quando uno studente fu aggredito con calci, pugni e un casco da motocicletta, fino ad arrivare ai fatti recenti di Tor Vergata (un ragazzo con braccio rotto, un altro ferito al setto nasale e ai denti, più 15 giorni di prognosi ad una ragazza con due traumi cranici), alle frequenti minacce e aggressioni ai migranti, e alla bravata di Valco SanPaolo.

Per queste ragioni, lanciamo un appello alla città affinché risponda alla manifestazione indetta dal Blocco Studentesco il 7 Maggio a Piazza Vittorio, con l’apertura di una campagna che con forza chieda l’inagibilità e la non accessibilità a spazi politici di questi signori.
Rilanciamo per questo l’appuntamento fondamentale del 25 Aprile, giornata non solo del ricordo celebrativo della liberazione, ma dell’antifascismo attuale, delle nuove resistenze, costruendo uno spezzone studentesco, che sappia parlare dell’università dentro il contesto complessivo e che sia tappa centrale verso l’opposizione al 7 Maggio.

Studenti e studentesse della Sapienza, Roma Tre e Tor Vergata


ROMA3 CALLING!

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30 aprile 2010
16:00a21:00

manifesto

ROMA3 CALLING VENERDI’ 30 APRILE ORE 16.00 @ PARCO BRIN
Giornata di aggregazione e condivisione tra università e territorio

Programma:

DALLE ORE 16.00:
-Buttati nella mischia: Rugby con gli All Reds
-Rompi le gabbie: Torneo di calcetto (chiusura iscrizioni ore 16.30)
-Musica dal vivo con Fonderia Romana
-Vai col liscio con Balera Popolare
-Writings & Giocoleria

ALLE ORE 19.30:
-Aperi-Cena Sociale con Melody Roots ft. Edub & Easy Roots

ALLE ORE 20.30:
An original antifà raggamuffin event con Baracca Sound live on the mic

Assemblea Permanente Roma3
RECALL - Rete Collettivi Assemblee Laboratori in Lotta

CINEAPERITIVO 1aprile2010

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cineaperitivo71

ORE 17 AULA N14 proiezione di BASTARDI SENZA GLORIA

ORE 19 circa APERITIVO

PARTECIPA - CONDIVIDI - LOTTA !

STAI (in) NERO con L’AFFITTO?

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MARTEDI’ 30 MARZO, ALLE ORE 14 IN AULA 10 A LETTERE ROMA3, SI TERRA’ L’INIZIATIVA DI LANCIO PER LA CAMPAGNA CONTRO GLI AFFITTI IRREGOLARI E IN NERO.

Verranno introdotti e distribuiti un questionario, che dovrà raccogliere le situazioni e le problematiche di tutti e tutte,  e una contro giuda che, oltre a fornire informazioni legali indispensabili quando si cerca casa, servirà a lanciare la campagna contro gli affitti in nero e i contratti irregolari.

La speculazione immobiliare colpisce gli studenti. L’80% degli affitti a Roma sono in nero e a prezzi insostenibili! Quali strumenti di difesa e quali risorse si possono attuare nel contrasto e nella prevenzione degli affitti a nero e del caro casa.  PARLIAMONE TUTTI E TUTTE INSIEME!


Nelle prossime settimane si potranno reperire informazioni maggiori e si potrà compilare il questionaro in uno dei banchetti che gireranno in tutte le facoltà di roma3.